Beh, in breve… Vengo alla luce nel 1980 a Copertino (LE), da Cosimo, Maresciallo dei Carabinieri, e Dora, insegnante. Nasco gemello (e mi dicono che non sono abituato alla convivenza! Ma se non ero in singola neanche nell’utero..). Il padre, il gemello Carmine e il fratello maggiore Emanuele, fulgidi esempi d’elette virtù militari, si arruolano dando manforte all’Arma nell’ardua sorveglianza di obiettivi sensibilissimi: bocciofile, dermatologi, cappelle votive di campagna, frantoi ipogei. Unico della prole a fraintendere lo sprono a diventar ‘figlio d’arte’, allora, faccio l’attor comico.

Ma, adolescente, capisco che il mio piano di sovvertimento del sistema mondiale col fulgore della mia eccelsa parabola artistica necessita di una copertura: per non dar troppo nell’occhio, mi iscrivo al liceo scientifico. E per rendere la mimetizzazione completa, mi diplomo pure con il massimo, faccio i boy-scouts e mi iscrivo al Conservatorio. Sono lì lì per immatricolarmi a Ingegneria prima di capire che mi sto facendo prender troppo dalla parte. Indi, resetto tutto e comincio a scoprirmi: Lettere Moderne, perchè “tanto una laurea in Italia non si nega a nessuno”. Accade a Lecce nel 2004: massimo dei voti e tesi dal titolo “Ritratto di Signora nell’opera teatrale di Carmelo Bene”, che svetta sulle altre per complessità d’argomento, mancanza di accenti sulle e verbo e commovente madre che, con cravatta in mano, insegue il sottoscritto per i corridoi dell’Università.

Poi pubblico nel 2005 per Lupo Editore “Li Fatti ti Paese: bozzetti di vita a sud del sud”, raccolta di miei testi teatrali in vernacolo salentino (anche se però io ero convinto di scrivere in italiano), e alcune mie battute sono contenute nei libri “Le cicale 2006” e “Le cicale 2008”, di Gino & Michele, Kowalski Editore. Indefesso, mi diplomo nel 2005 in Chitarra Classica presso il Conservatorio “N. Rota” di Monopoli, e frequento il Master Superiore annuale 2006 di chitarra presso l’Accademia Musicale Pescarese, con i docenti M. Felici e L. Micheli. Registro un cd di musiche per chitarra classica per l’etichetta Warbophon. Rimasugli del personaggio di cui sopra.

Ma non facevi l’attore comico? A volte ho pure insegnato alle Medie, se è per quello, ma calma e ci arrivo (si, vivo di Scuola e di Teatro. Proprio i campi più sostenuti da questo governo. Per completare la trilogia ho pensato infatti di cominciare a studiare da Magistrato).

Comincio con il teatro, poi ‘a fa’ er comicarolo’ e mi trasferisco a Milano. Partecipo alle edizioni 2003, 2004 e 2005 della trasmissione televisiva “Zelig Off” di Canale 5 con il personaggio de “Il Clerico Vagante”, e ho fatto parte del cast fisso dell’edizione 2007 e 2008 della stessa trasmissione con “Il Teatro senza Conflitto”, realizzato con Rubes, e che è approdato sempre nel 2007 e 2008 nelle edizioni di prima serata di “Zelig Arcimboldi” su Canale 5. Tutte cose di cui sono fiero di essere anche l’autore. Riesco perciò nella titanica impresa di non diventare famoso nonostante sei anni di presenza in TV. Vinco il Primo Premio al Festival del Cabaret di Aversa (NA, 2001) e il Premio della Critica al Festival del Cabaret Città di Gallarate (MI, 2003) e di Martina Franca (2011). Tra lo stupore di tutti in primis mio, che come Sartre col Nobel starei per rifiutar ‘sti premi, in fondo “la storiella del fantasma formaggino del comico al secondo posto meritava di più”.

Nel 2008 piglio il Diploma del Master Triennale di specializzazione in Arte drammatica SAT- La Scuola dopo il Teatro 2005-2008 presso Akt-Zent (Berlino) e GITIS (Mosca) e tenuta dal regista e pedagogo russo Jurij Alschitz. In più, il Diploma della Scuola Internazionale di Teatro Kuniaki Ida, conseguito a Milano (2010), un anno di specializzazione in arte Drammatica con “Protei-Compagnia delle formiche”. Insomma, sono uno dei pochi che spazia da Zelig al teatro russo con uguale incompetenza. In teatro poi mi sono formato con Cantieri Teatrali Koreja, Jango Edwards, Emma Dante, Eugenio Allegri, Lega Italiana Improvvisazione Teatrale, Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi, Paolo Rossi, Alfonso Santagata, Ecole Jacques Lecoq. Ma ricordo poco di tutti questi corsi. La mia confusione biografica è al culmine: sono autore e interprete degli spettacoli comici “La Cosa Fissa” (2001), “Guasto” (2003), “Comedian” (2008) e poi “Tuz & Bach” (2006), tratto da “Tre Sorelle” di A. Cechov e “Poeti Folgorati, Reading su Luciano Folgore” (2007); “Ione” di Platone (2008, e “Il Diavolo. Il sogno di Ivan Karamazov”, per la regia di Gaia Baggio (2009): spettacolo cui sono particolarmente e ‘affettivamente’ legato.

In teatro ho lavorato con Jurij Alschitz (“Tre Sorelle”, 2005); Gianpiero Borgia (“Ritratto di Signora” di C. Bene, 2005, e “Escaping Hamlet” di N. Capra, 2007); Cantieri Teatrali Koreja (“Sei Personaggi in cerca d’autore”, 2002 e “Il sogno di una notte di mezza estate”, 2005) Har Baje Teatro (“Anatema”, 2006). E poi: Pali e Dispari (“Favelas”, 2006); Sergio Sgrilli (“Neuro”, 2006); Alessandro Fullin e Giancarlo Bozzo (“Il Riso è Manifesto: Serata di Cabaret Difficilissimo”, 2007); Rubes (“Copertino Barghe senza conflitto”, 2008), Diego Parassole, Claudio Batta, Alberto Patrucco. (“Comici Associati”, 2011). Due cose, ultimamente, mi prendono in particolare: il progetto Democomica, collettivo di amici prima che di comici gravitanti intorno al Cicco Simonetta di Milano, che è diventato anche uno spettacolo teatrale chissà cos’atro, e “MILES GLORIOSUS”, l’ultima fatica, progetto che ha debuttato nel 2011 nei teatri milanesi sulla vicenda dell’uranio impoverito e con cui ho vinto il premio Migliore Regia al Festival Teatrale Nazionale Calandra: il mio primo testo in italiano per il teatro, dove sono anche regista e attore… Uhm, insomma, una roba scomoda, con cui si inaugura un nuovo genere, Teatro Kamikaze (cioè, per dire, se proponi uno spettacolo di burlesque a Teheran hai meno cazzi).

In mezzo a tutto ciò, tanti amici, qualche donna, varie trasvolate Lecce-Milano, e quel piano di totale palingenesi del mondo che tra un po’ (altro che arrivo di marziani o 2012), ineluttabile, discenderà sulle umane coscienze grazie all’alto mio magistero artistico.

Meglio concludere con una cazzata, spiazza sempre.

Antonello Taurino

Antonello Taurino

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