Monthly Archives: settembre 2011

Miles Gloriosus. Ovvero: morire d’uranio impoverito

Miles Gloriosus. Ovvero: morire d’uranio impoverito

Venerdì 30 settembre 2011, ore 21.30
Villa Pallavicini (via Meucci, 3), Milano, MM2 Crescenzago

Miles Glorious. Ovvero: morire d’uranio impoverito

Testo, drammaturgia, regia di Antonello Taurino
con Antonello Taurino e Orazio Attanasio

Una storia di soldati, di misteri, di morti e di colpe. Di malati, Tribunali e assurdità. Ma proprio perciò, chi meglio di due cittadini può raccontarla?
Le storie dei soldati mandati a morire senza protezioni, dalle alte sfere dell’esercito che, pur sapendo, non ha fatto nulla per proteggerli.
La tipica storia italiana, una storia di indifferenza, superficialità, colpe e morte. Soldati che tornano dalle missioni e muoiono, a poco a poco, senza assistenza, sparsi nel tempo e nello spazio. Le vittime dell’uranio impoverito nelle guerre degli anni novanta sono lontani dal clamore retorico del patriottismo nostrano. Tanti, tantissimi morti. Dimenticati. Di serie B.

“Antonello Taurino con spietata ironia sperimenta i confini di un genere, il teatro civile, che ultimamentesi sta trincerando in stilemi fin troppo noti. Ironica – ma serissima – denuncia:  ci voleva proprio. Raccontare storie si deve: ben venga il coraggio di farlo con estro e ispirazione” (Alessandro Mauri, TEATROTEATRO.it)

“Un lavoro costruito con grande capacità tecnica e attorale. Un modo intelligente di destrutturare la narrazione senza perdere l’intensità del racconto. Veramente apprezzabile il lavoro di ricerca e la passione che ne traspare” (FESTIVAL  KILOWATT)

“Lo stile alterna con maestria comicità e riflessione, la guerra al precariato degli artisti, la cultura dei teatri a Gigi D’Alessio (…). Il continuo contrappunto tra i due livelli narrativi permette a Taurino di giocare con tematiche scomode senza appesantire il pubblico. Uno spettacolo “indispensabile”” (Caterina Perali, PERSINSALA)

2341 5678941 A91 57BA469C1 A91 D956E89C1 A91 D78691 E1 A91 F7B?E?1 ?91 D4B469C1 ?89??34B91 E1
455?8A96??1?41?87?8971?E8F9?C1F?91DE?B971A91A?E1F94B687391???184FF73648B4?1
1
?3?9137?1A?E156789E?1
1
?41 ?89D4?1 ?341 AEBBE1 ?4?93E1 ?9 1 75F?8E1 E1 93F8EA9?9B91 AEBB41 8EFE36E1 F8734F41
964B9434C189F7568?9641A7?71B?3?41E1AE664?B94641A7F?DE364?973E?1E???8E159156E3641
41 F8EAE8F9?1 !7BA4691 F?E1 67834371 A4BBE1 D95597391 E1 D?79737C1 41 ?7F71 41 ?7F7C1
5E3?41 455956E3?4C1 5?48591 3EB1 6ED?71 E1 3EBB71 5?4?97?1 ?E1 “9669DE1 AEBB#?843971
9D?7″E89671 3EBBE1 ??E88E1 AE?B91 43391 $%&1 57371 B73643E1 A4B1 FB4D78E1 8E6789F71 AEB1
?468976695D7137568437??1?4369C164369559D91D7869?1?9DE369F469?1?915E89E1′?1
(?E1)15?FFE557?1!7B715??E8*9F94B96??1
1
+1 ?791 A?E1 6E46843691 5F4?7FF?9739?1 ‘?664371 B,1 9AEE1 5?B1 B7871 3?7″71 5?E664F7B7?1
-?7″8EDD71 *48E1 .?4BF7541 A#9D?E?371 F9″9BE??1 .?4BF7541 A91 F?91 3731 ?48B41
3E55?37/01 -+1 FE867C1 5E3?C1 F?E1 B71 *491 41 *4&1 9B1 6E46871 F9″9BE?11 !9C1 D41 F?E1 5678941
5FE?B9E8EC15E17?391684?EA941964B94341)1?9?156464184FF7364641416E46871A41.?4BF?31
4B687?11
21DE?B97C15E1?9?15E1B&)1?8E5E16?66E??1?23/??1??9??1B?91

Democomica: un cabaret “Partorirai con dolore”

Democomica: un cabaret “Partorirai con dolore”

- Amore, sei sveglio?
- Test d’intelligenza notturna: ti sto rispondendo, quindi sono..?
- Sveglio?
- No, incazzato come uno che qualche anno fa ha aperto in viale Padova a Milano un negozio ‘tutto a 2 euro’ sperando di fare cosa esotica e portatrice di buoni affari. Mi hai svegliato tu, tesoruccio mio amore santo, stavo sognando di essere il capitano Kirk che si stava facendo una zurgurgugliana nella sala cinema dell’Enterprise. Sai, le zurgurgugliane hanno quattro tette e due vagine, ma soprattutto nella sala cinema stavano dando Marcellino pane, vino e steroidi contro Godzilla testimone di Geova. Attori bravissimi…
- Ah, guarda allora è meglio che fai pratica prima con qualche terrestre prima di raddoppiare la posta, che ultimamente ti ho visto un po’ scarsino.
- Vabbe’, sorvoliamo, anzi, teletrasportiamoci sull’urgente argomento che hai deciso dovesse far svanire i miei cosmici e goderecci pensieri.
- Be’, in realtà tutta questa fisica di Star Trek mi riporta all’argomento, cioè: ma l’hai sentita ‘sta novità sui neutrini che viaggiano più veloci della luce?
- Non dirmi che sono stato svegliato nel cuore della notte perché vuoi sapere la mia posizione sull’argomento neutrini?
- In realtà anche perché un po’ ti odio, però dovresti avere un’opinione sui neutrini…
- L’argomento neutrini mi interessa quanto l’argomento: infezioni rettali di Albano Carrisi.
- Forse non ti rendi conto, se davvero viaggiano più veloci della luce è una scoperta che ridisegna tutto lo scenario delle dimensioni a noi conosciute. E oltre.
- Non so se sto seguendo bene il discorso ma, se le infezioni rettali di Albano Carrisi viaggiano più veloci della luce, principalmente sarà un problema suo. Devo dire che l’ho visto un po’ gonfio ultimamente.
- Direi che:1) non seguivi il discorso 2) basta con ‘sta storia del ‘l’ho visto un pò gonfio’ per indicare uno che sta male e deve capitargli chissà cosa, c’è gente gonfissima che è settant’anni che sta benone…
- Immagino ora tu mi voglia fare un illuminante esempio.
- Be’, l’omino Michelin, per esempio.
- Hai ragione, lui sta benissimo, comunque bisogna vedere se c’è traffico in tangenziale. Magari ‘sti neutrini sono rallentati, la luce secondo me ha una corsia preferenziale, oppure passa tipo ambulanza o polizia, ha la precedenza.
- Dici che ha anche una sirena con il lampeggiante?
- Boh. Magari avrà una luce…
- Facciamo un figlio?
- Non mi aspettavo questa domanda, sai ero ancora un po’ in modalità zurgurgurgliana, loro si accoppiano solo al cinema, e non per chissà quale perversione o modalità d’incontro tipo gay anni ‘70/’80. No, perché le zurgurgugliane partoriscono in 7 minuti circa e si divorano subito i figli, insomma sentono il bisogno di procreare solo quando vogliono fare uno spuntino da cinema, nella loro cultura un figlio è equiparato ad una scatola di cipster.
- E quindi?
- Certo che lo faccio un figlio con te, bebi. Tu, tu sei la mia luce.
- Va bene, cerca solo di non essere troppo veloce, piccolo, dolce neutrino mio. 

E tutto questo in un martedì (neutrino) e qualunque.

Martedì 27 settembre, dalle 22.00, al Circolo Arci Cicco Simonetta di Milano.

Parteciperai?

Democomica’s Circus

Democomica’s Circus

Democomica torna ad esibirsi sotto lo chapiteau del Circo di via Messina!!!

Sabato 1 ottobre, alle ore 21.00, la Piccola Scuola di Circo di Milano (via Messina, 48) ospita Democomica’s Circus. In un mix di comicità, teatro, danza, illusionismo e musica, Democomica’s Circus porta sotto il chapiteau di via Messina oltre due ore di arte e divertimento con comedian, cantautori, clown, poeti, musicisti, saltimbanchi e performer.


- Tesoro, tesoro!
- Dimmi piccola, sono qui. Come al solito.
- Ma a volte non ti sembra di vivere come al seguito di uno strano carrozzone fatto di nani, saltimbanchi, uomini più forti del mondo, donne barbute e bestie rinsecchite e tristi?
- Oh, sì, mi hai tolto le parole di bocca. E quante volte, nell’oscurità di un camerino che in realtà sono due logori pezzi di stoffa che mi separano dalla pista, ripenso a quello che devo fare a dispetto dei miei veri sentimenti!
- Qualcosa mi dice che ora te ne esci con una malinconica citazione.
- Ti basta: Recitar! Mentre preso dal delirio, non so più quel che dico, e quel che faccio! Eppur è d’uopo, sforzati! Bah! Sei tu forse un uom? Tu se’ Pagliaccio! Vesti la giubba, e la faccia infarina. La gente paga, e rider vuole qua.E se Arlecchin t’invola Colombina, ridi, Pagliaccio, e ognun applaudirà! Tramuta in lazzi lo spasmo, ed il pianto in una smorfia il singhiozzo e ‘l dolor, ah! Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto! Ridi del duol, che t’avvelena il cor!
- Mamma mia che ansia.
- Ma va’, stai tranquilla, è un opera del Leoncavallo. Ci puoi fumare le canne e magari, ogni tanto, farci anche un rave.
-  E questo mi solleva molto, però da sempre rimane un dubbio: ma quell’Arlecchin t’invola Colombina, cosa vuol dire?
- Secondo me è un pacato alludere al fatto che trombano tranquillamente davanti agli atterriti occhi del pagliaccio innamorat/infarinat.
- Be’, son robe che ai rave capitano. Sai, lo sballo, il sentimento di estrema libertà…
- Dici? L’unica volta che sono stato ad un rave ho bevuto solo un campari e poi mi sono addormentato.
-  Be’, ma Colombina è una da involo facile.
- Ma in tutto ciò: noi, ci amiamo ancora?
- A questa domanda per ora non rispondo, voglio finire prima il Bartezzaghi, che forse potrebbe venirci in aiuto: 16 verticale, spesso è il bue a dirlo all’asino. Sette lettere, la prima è una C.
- Be’, ma è facile. Non può che essere: COLLEGA! Lavorano insieme come termosifoni per Gesù Bambino.
- Sì, io ti amo tantissimo.

E tutto questo in un sabato (la gente paga, e ridere vuole qua) qualunque.

 

Parteciperai?

Democomica: un cabaret “Esci da questo corpo!”

Democomica: un cabaret “Esci da questo corpo!”

- Tesoro…
- Dimmi tutto amore, come fossi il tuo parrucchiere.
- Secondo te è normale che il letto si muova così tanto?
- É un po’ strano, ma secondo te è un movimento più da scena de l’esorcista o più da terremoto in Irpinia?
- Non saprei… Mai stata in Irpinia, io.
- Perché nel letto di Regan, la bambina indemoniata, invece sì?
- No, neanche li, però quel simpaticone del tuo collega Gigi mi ha mandato una cartolina da Jesolo con scritto: tua madre mucchia sassi all’interno!
- Ah ah, quel Gigi lì, che sagoma. Be’, lo sai, ha un debole per le citazioni dei film… Peccato che ha quella brutta dislessia.
- Sì sì, è simpatico come un catetere intoppato, ma si è poi scoperto perché ha così tanti disturbi neurologici?
- Ah, sì. Ha un tumore al cervello, ma mica è messo bene, sai? Mi sa che non mangia il panettone.
- Oddio, è terribile! Vuoi dire che potrebbe morire entro Natale? Che dispiacere.
- Ma no, vuol dire che ha un disturbo cerebrale tale che non riesce a mangiare il panettone, non lo distingue. Lui lo percepisce come un buco nella materia spazio/tempo in mezzo alla tavola.
- Terribile anche questo!
- Ma va amore, tranquilla, scherzavo. Vuol dire che verso fine novembre, massimo metà dicembre, muore, ci saluta, schiatta. Ciao Gigi.
- Che peccato. Spero di esserci, per il funerale dico, lo sai che a dicembre ho le Olimpiadi di Lombosciatalgia a Castrocaro Terme.
- Be’, al limite puoi mandargli una cartolina, con magari scritto: Domani è un oltre porno.
- Il problema del letto scalpitante persiste però…
- Vuoi che chiami un tecnico? Non saprei chi chiamare però.
- E se ci mettessimo a pregare?
- E se scopassimo? È un pò che non lo facciamo. E poi non dobbiamo neanche fare troppa fatica: il letto si muove già da solo.
- E se poi ha un orgasmo lui?
- Dipende, se come letto intendi il mobile probabilmente partoriresti dei piccoli, teneri ed indifesi comodini. Se invece ci mette del suo il materasso, immagino che partoriresti guanciali. Certo piccoli, teneri e indifesi anche loro.
- Scusa, mi ricordi perché siamo nello stesso letto, io e te?
- 1) perché in fondo io ti amo tantissimo e anche tu non scherzi nell’amare me 2) perché forse cercavi uno abbastanza pirla da riconoscere come figlio proprio un comodino. Pensa che figura giù al bar, ti sembrerebbe una posizione comoda la mia?
- Al massimo direi comodina.
- Ecco, il letto si è fermato, sono esausto, posso mettere la mia testa sul tuo petto mentre mi accarezzi ?
- Ma si, vieni qui, mio piccolo, tenero, indifeso… diavoletto!

E tutto questo in un martedì piccolo, tenero, indifeso (comodino) e qualunque.

Parteciperai?

Democomica: un cabaret della buona borghesia afroamericana.

Democomica: un cabaret della buona borghesia afroamericana.

- Tesoro…
- Dimmi amore.
- Non ci pensi mai a quelle cose in cui credevamo da bambini?
- Ti prego, amplia un po’ il discorso perché non ti seguo.
- Non so: che i giocattoli mentre dormivamo prendevano vita, che la luna fosse di groviera, che dentro la tv ci fossero dei piccoli omini…
-  No, io andavo a scuola dalle orsoline, dovevo credere solo in Dio se no mi prendevano a bacchettate.
- Ma la fantasia? Che cosa ne era di tutto il tuo potenziale di fantasia fanciullesca?
- Bacchettato di bestia!
- Posso far qualcosa per te ora?
- Sapendo che è inutile chiederti di stare zitta e dormire, posso chiederti di vestirti da suora e prendermi a bacchettate? Sai, tutto quell’oscurantismo mi ha portato ad una deriva di fantasie sessuali monacal-violente che vorrei finalmente esprimere in età adulta. Sento che gioverebbe molto la nostra vita di coppia.
- È forse per quello che tieni in garage decine di abiti da suora e un nutrito campionario di bastoni, frustini e tirapugni?
- Certo, anche se la cosa più strana è avere un garage anche se non abbiamo una macchina.
- La cosa più strana, a parte queste tue malsane pulsioni, è che c’è un canale che trasmette i Robinson dalle 8 a mezzanotte ogni sera. E tu, tu continui a guardarlo. Me ne sono accorta, anche se ogni volta che io entro in stanza mentre lo stai guardando cambi canale.
- Ebbene sì, amore. È più forte di me, sono dipendente dalla robinson-visione. È più forte di me, non riesco a stare senza gli orribili maglioni del dottor Robinson, senza la sua retorica di gran rompicoglioni. È che voglio capire…
- Ma cosa? Amore, per Dio! Cosa?
- Perché sono una famiglia di negroidi e nessuno dei figli fuma il crack? Perché sono tutti di colore diverso? Non è una famiglia: è un campionario di laminati plastici con tante sfumature di marrone. E poi, perché Rudy mi sta così tanto sui coglioni?
- Amore, devi cercare di guarire, lo so che i Robinson portano inevitabilmente a così tanti cosmici quesiti, ma tu devi uscirne…
- Solo con te forse ci riuscirò… Cosa sarei senza di te, vita mia?
- Un uomo che ha un garage ma non una macchina, vive di perversioni fatte di vestiti da suora e bastonate e che deve disintossicarsi dai Robinson.
- E delle torri gemelle non diciamo nulla?
- Si. È chiaro che dietro c’era un complotto.
- Da cosa lo deduci?
- Che non erano neanche gemelle, erano solo molto somiglianti e truccate bene.
- Oggi hai vinto tu amore.

E tutto questo in un martedì (bacchettami!) qualunque.

Martedì 13 settembre, dalle 22.00 al Circolo Arci Cicco Simonetta di Milano.

Parteciperai?